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“Quello che ti manca, chiedilo in prestito a te stesso”
Catone
Quando si ha a che fare con disturbi "non impedenti", ovvero problemi meno acuti e pervasivi che pur limitando le opportunità di un individuo non ne ostacolano l'ordinario svolgersi della vita, può essere sufficiente un intervento di Consulenza Breve Strategica.
Questa tipologia di intervento appare indicata nelle situazioni di "stallo" momentaneo che, pur non essendo invalidanti, provocano sofferenza e fanno sentire bloccati. Rientrano solitamente in questa categoria i problemi sentimentali o di coppia, le difficoltà relazionali con colleghi di lavoro, i problemi di relazione genitori-figli, i problemi scolastici dei figli, i blocchi della performance, e alcune sintomatologie potenzialmente impedenti ma non ancora strutturate (ad esempio monofobie o fobie non ancora generalizzate, disturbi alimentari non del tutto organizzati, etc).
In questi casi, dopo lo sblocco della situazione problematica non è necessario procedere a un intervento di ristrutturazione più globale delle modalità percettive e reattive della persona.
La consulenza breve si articola generalmente in un numero molto ridotto di sedute (di solito inferiore a cinque) in cui i miglioramenti rilevanti appaiono già fra la prima e la seconda seduta e si consolidano nelle sedute successive, solitamente a cadenza molto diluita nel tempo, in modo da poter supervisionare il mantenimento dei cambiamenti ottenuti.
Il successo che il modello strategico ha ottenuto in campo clinico, in virtù della sua estrema efficacia, efficienza e flessibilità, ha fatto sì che il suo utilizzo si estendesse anche a contesti interpersonali più ampi, come quello educativo, aziendale e sociale. Da qui la messa a punto di "protocolli" e strategie di intervento volti alla soluzione di problemi non solo dei singoli, delle famiglie e delle coppie, ma anche delle più disparate tipologie di organizzazioni.